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Taraxacum officinale
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Il mweqtaràssaco comune (mwegmwewTaraxacum officinale mwfa(mwfqWeber) ex mwfgWiggers, mwfw1780) è una mwgapianta a fiore (mwgqangiosperma) appartenente alla mwggfamiglia delle mwgwAsteracee. L'mwhaepiteto specifico, mwhqofficinale, indica le virtù medicamentose delle sue radici e foglie, note fin dall'antichità.

Nella tassonomia attuale (aggiornata al 2022) il nome scientifico mwhwTaraxacum officinale mwiaF.H.Wigg., 1870 risulta essere il sinonimo della sezione mwiqmwigTaraxacum mwiwF.H.Wigg., 1870.cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]cite-ref-6[6]cite-ref-7[7]

È comunemente conosciuto come dente di leone, dente di cane,cite-ref-agraria-8-0[8] soffione (l'infruttescenza),cite-ref-soffione-9-0[9] nonnino, cicoria selvatica, cicoria asinina, grugno di porco, ingrassaporci, brusaoci, insalata di porci, pisciacane, lappa, missinina,cite-ref-morricone-10-0[10] piscialletto,cite-ref-11[11] girasole dei prati,cite-ref-12[12] erba del porco o anche con lo storpiamento del nome in tarassàco.

Contents

Usi
Varie
Note

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Descrizione

È una mwvapianta erbacea perenne, di altezza compresa tra 10 e 30mwvq cm. Presenta una grossa mwvgradice a mwvwmwwafittone dalla quale si sviluppa, a livello del mwwqsuolo, una mwwgrosetta basale di mwwwfoglie munite di gambi corti e sotterranei.

Le mwxqfoglie sono semplici, oblunghe, lanceolate e lobate, con margine dentato (da qui il nome di dente di leone) e prive di mwxgstipole.

Il mwyafusto, che si evolve in seguito dalle foglie, è uno scapo cavo, glabro e lattiginoso, portante all'apice un'infiorescenza giallo-dorata, detta mwyqcapolino. Il capolino è formato da due file di mwygbrattee membranose, piegate all'indietro. Hanno funzione di mwywcalice e racchiudono il mwzaricettacolo, sul quale sono inseriti centinaia di fiorellini, detti flosculi.

Ogni mwzgfiore è mwzwermafrodita. Ha la forma ligulata, cioè la mwaacorolla presenta una porzione inferiore tubolosa dalla quale si estende un prolungamento nastriforme (ligula) composto dai mwaqpetali. L'androceo è formato da 5 mwagstami con antere saldate a tubo; il gineceo da un mwawovario infero, bi-mwbacarpellare e uniloculare, ciascuno contenente un solo mwbqovulo e collegato, tramite uno stilo emergente dal tubo, a uno stimma bifido.

La fioritura avviene in primavera, per lo più in aprile-maggio, ma si può prolungare fino all'autunno. L'mwbwimpollinazione è di norma mwcaentomogama, ossia per il tramite di mwcqinsetti pronubi, ma può avvenire anche grazie al vento (anemogama). Da ogni fiore si sviluppa un mwcgachenio, mwcwfrutto secco indeiscente, privo di mwdaendosperma e provvisto del caratteristico mwdqpappo: un ciuffo di peli bianchi, originatosi dal calice modificato, che, agendo come un mwdgparacadute, agevola la dispersione col vento del mwdwseme, quando questo si stacca dal capolino.

Distribuzione e habitat

Il tarassaco è nativo dell'mwegEurasia, ma si è diffuso in tutti i continenti.cite-ref-13[13] Cresce spontaneamente in pianura e fino a un'mwfwaltitudine di 2000 m. In alcuni casi ha carattere infestante. È una pianta tipica del clima temperato e, anche se per crescere non ha bisogno di terreni e di esposizioni particolari, predilige maggiormente un mwgasuolo sciolto e gli spazi aperti, soleggiati o a mezzombra. In Italia cresce dovunque: lo si può trovare facilmente nei prati, negli incolti, lungo i sentieri e ai bordi delle strade.

Usi

Il tarassaco viene usato sia in cucina sia nella mwjqfarmacopea popolare.

Uso culinario

Il tarassaco è usato per preparare un'insalata primaverile, sia da solo che con altre verdure. In mwkaPiemonte, dove viene chiamato "girasole"cite-ref-14[14], è tradizione consumarlo con uova sode durante le scampagnate di mwlqPasquetta. In Liguria si adopera insieme ad altre erbe per il ripieno dei mwlgpansoti.

Anche i petali possono contribuire a dare sapore e colore a insalate miste. I boccioli sono apprezzati se preparati sott'olio; sotto aceto possono sostituire i mwmacappericite-ref-morricone-10-2[10]. I fiori si possono friggere in pastella. Le tenere rosette basali si consumano sia lessate e condite con olio extravergine di oliva, sia saltate in padella con aglio (o ancor meglio con mwnqaglio orsino). In mwngCarnia le stesse rosette basali vengono mangiate crude, condite con guanciale soffritto con pochissimo olio e "spento" a fine cottura con abbondante aceto.

Con i fiori si prepara inoltre lo mwoasciroppo (o gelatina) di tarassaco, spesso erroneamente definito "miele di tarassaco"cite-ref-15[15]cite-ref-16[16].

Dalle radici tostate di tarassaco si può ricavare il mwqgcaffè di tarassaco, un surrogato del mwqwcaffè che ne mantiene in certa misura il gusto e le proprietà digestive, in modo simile al mwracaffè d'orzo e al caffè di mwrqcicoriacite-ref-morricone-10-3[10]cite-ref-17[17].

In mwtworticoltura si coltivano diverse varietà mutate, da consumare come insalata e verdura.

Varie

È una pianta di rilevante interesse in mwugapicoltura, che fornisce alle mwuwapi sia mwvapolline sia mwvqnettare. Se ne ricava un ottimo mwvgmiele monoflorale, che cristallizza abbastanza velocemente. È molto visitata dalle api.cite-ref-18[18]

Etimologia

Esistono spiegazioni per alcuni nomi della pianta: viene chiamata "dente di leone" a causa della forma dentata delle foglioline, "soffione"cite-ref-soffione-9-1[9] per via della palla lanosa che contiene i semi. Il nome ufficiale "tarassaco" proviene dal greco ταραχή mw0gtarakhḕ, "scompiglio", e ἄκος mw0wàkos, "rimedio", in quanto considerata capace di rimettere in ordine l'organismo. Altre ipotesi indicano una derivazione dal persiano tarkhashqūn "indivia selvatica" attraverso l’arabo ṭarakhshaqūn "cicoria selvatica".cite-ref-20[20]

Il nome "piscialetto" si deve alle sue proprietà diuretichecite-ref-21[21].

Note

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Bibliografia

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• mwazo(DE) Fintelman V. Weiss R. mwazsLehrbuch der Phytotherapie, Hippokrates 2002 ISBN 3-8304-5243-8
• mwaz4(DE) Karl Hiller, Matthias F. Melzig. mwaz8Lexikon der Arzneipflanzen und Drogen. Spektrum akademischer Verlag, 2009. ISBN 978-3-8274-2053-4
• citerefkadereit-jeffrey-2007Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales., Berlin, Heidelberg, 2007.
• citereffunk-susanna-2009V.A. Funk, A. Susanna, T.F. Steussy & R.J. Bayer, Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
• citerefpignatti-2018Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Seconda edizione., Bologna, Edagricole, 2018.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) dandelion, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Taraxacum officinale, su Catalogue of Life.
• citerefgbif(EN) Taraxacum officinale, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefgrin(EN) Taraxacum officinale, su npgsweb.ars-grin.gov.
• citerefipni(EN) Taraxacum officinale, su International Plant Names Index.
• citerefitis(EN) Taraxacum officinale, su ITIS.